Water Effect

Per ottenere questo effetto il bolo deve essere sottoposto ad una marcatura precedentemente disegnata su una piastra metallica.

Spina di pesce

Lavorazione inventata da Roberto Vestidello. Tipo di vetro ottenuto introducendo la massa vetrosa, attaccata alla canna da soffio, in un particolare stampo a lame e girando in un verso, la stessa operazione viene ripetuta dopo avere riscaldato la massa vetrosa nell’altro verso. Queste operazioni permettono di ottenere una serie di elementi divergenti alternativamente a destra e a sinistra rispetto a un asse centrale.

Sfumato

Tipo di vetro che da opale sfuma gradatamente a trasparente: una tecnica molto difficile perché la sfumatura si ottiene dopo aver sottoposto a punzonatura lo strato di opale e il vetro opale retrocede verso la canna da soffio.

Scavo

Tipo di vetro ornamentale la cui caratteristica è una superficie scabra con una finitura opaca a imitazioni del vetro antico.

Rigadin

Tipo di vetro caratterizzato da sottili costolature ottenute soffiando il vetro in uno stampo aperto a lame. Il rigadin può essere dritto o, se sottoposto a torsione, “rigadin retorto”. Viene anche detto “vetro ottico”.

Pulegoso

Tipo di vetro ornamentale con inclusione di una miriade di bollicine di gas che conferiscono alla superficie dell’oggetto un aspetto butterato. Ideatore fu Napoleone Martinuzzi alla fine degli anni ’20. Al bolo trasparente vengono aggiunti e mescolati dei sali (bicarbonato di sodio) che per effetto del calore si decompongono, liberando dei gas (anidride carbonica) dispersi sotto forma di bolle di diverso diametro.

Piastra

È un tipo di lavorazione che deriva direttamente dalla lavorazione delle lastre colate. Si pone sul bronzino una maschera detta “trappola” in cui si versa il vetro con una cassa. Il vetro, liquido, si distende e prende esattamente la forma della sagoma.

Pavone Pois

Si tratta di una variante del Baloton. La differenza consiste che in questa tecnica il vetro deve essere sfilato quando è incandescente.

Murrine

vetrarti

È una delle lavorazioni più antiche che si conoscano: i primi esempi risalgono all’epoca romana. Già nel XVI secolo troviamo pezzi così realizzati. Caduta in disuso, la tecnica venne ripresa nella metà dell’Ottocento e raggiunse il suo apice nel Novecento specialmente ad opera degli Artisti Barovier e della Venini.

Morisa

Decorazione applicata al pezzo principale costituita da un filo di vetro abbastanza grosso, come un anello attorno al pezzo. Se questo decoro è molto leggero e sottile si parla di “moretta”.