Filigrana a spirale

Si tratta di una delle tecniche più importanti ideate a Murano nel Rinascimento, e prevede l’utilizzo di bacchette di vetro trasparente contenenti fili in vetro lattimo o colorato. Se i fili nelle bacchette sono a spirale (ritorti) la filigrana è detta “a retortoli”, mentre se le bacchette sono incrociate è detta “a reticello” o “doppia”.

Il lavoro si svolge in fasi successive: prima devono essere tirate varie canne non forate di cristallo e di vetro bianco opaco, nella versione classica, o di cristallo e di vetro colorato, che devono essere assemblate in un cilindro secondo una regolare disposizione. Le canne sono poi riscaldate e tirate nuovamente, torcendole nel corso di quest’ultima operazione.

L’unione a caldo di queste caratteristiche canne trasparenti con fili variamente intrecciati, inglobati al loro interno, permette di ottenere un unico tessuto vitreo che viene poi manipolato e soffiato fino alla forma voluta.

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